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Berserker: il gene del guerriero

Come la nebbia continua a coprire le valli, così l'antico peccato si annida nelle zone basse, nelle depressioni del mondo. Anatomia dell'Atavismo - Dott. Louis Judd  Il 25 settembre 1066 una spedizione di vichinghi norvegesi, comandata da Harald Hardråde, fu intercettata dal grosso delle armate sassoni presso il villaggio di Stamford Bridge, nell’Inghilterra orientale. La battaglia si trasformò in una disfatta per gli invasori: i vichinghi vennero quasi completamente annientati e il loro tentativo di conquista svanì in un solo giorno. Eppure le cronache medievali tramandano un episodio straordinario. Un singolo guerriero, appartenente alla casta dei Berserker, difese da solo il ponte sul fiume Derwent, permettendo ai compagni di riorganizzarsi sull’altra sponda. Armato di un’ascia a doppio taglio, resistette per oltre un’ora all’esercito inglese, uccidendo più di quaranta sassoni prima di essere eliminato con un espediente: i nemici lo colpirono da sotto il ponte con una lunga...

Etimologia di bello / bella

Siamo abituati a vedere nella lingua italiana l'eredità culturale di un popolo che in Roma antica ha avuto le sue profonde origini. Ma è proprio così, oppure è un retaggio indotto dalla cultura mainstream?

In questo blog ci siamo già  imbattuti nell'etimologia della parola casa di cui abbiamo evidenziato la probabile derivazione celtica Oggi è il turno di un altro "misterioso" etimo: bello.

Quante volte al giorno usiamo la parola bello, bella per indicare le cose che più amiamo nella vita. Mi immagino i salti mortali che nell'opera di de-germanizzazione della lingua italiana devono aver fatto gli etimologi per trovare una derivazione latina per bello. Già infatti in latino bellum significa guerra, da cui deriva la parola italiana bellico, bellicoso. E bello si diceva invece pulcher (Pulchra Silva), forse che per i romani la guerra era bella? Sul mio vocabolario di latino troviamo oltre a pulcher anche bellus col significato di carino, una sorta di vezzeggiativo, quindi con una strana traslazione semantica della radice, ma non ne viene riportata la fonte, né l'ho trovata da alcuna parte.

1920 - pubblicità della Wella
Prendiamo invece l'etimo germanico wella, antico sassone wela, antico norvegese vel, antico frisone wel, alto tedesco antico wela, gotico waila che significa rotondo, di belle proporzioni, soddisfacente, all'origine dell'inglese wheel (ruota) e well (bene, buono) es. well done (ben fatto cioè fatto rotondo), nel tedesco moderno welle significa onda. È allora molto più probabile che questo etimo abbia origine nell'alto medioevo con l'arrivo nella penisola italiana di Goti e Longobardi del cui superstrato linguistico è ricca la nostra lingua. In effetti ancora oggi noi diciamo rotondo per dire bello, per esempio quando si dice "un risultato rotondo". In Toscana si può trovare nel contado l'espressione "è bello fatto" che significa "è fatto bene", anche wellness col significato di benessere è un parola prestata dall'inglese in tempi recentissimi. Non è un caso che uno dei maggiori gruppi industriali tedeschi fondato nel 1880 e specializzato nella produzione di cosmetici per capelli si chiama proprio "Wella" prendendo in prestito questo antico lemma germanico.

Giotto per dimostrare al papa Benedetto XII da Tolosa la sua perfezione nella pittura disegnò con un sol gesto un bel tondo: la famosa "O" di Giotto.

Per chi non fosse ancora convinto, nella lingua toscana il belliho è l'ombelico. L'italiano guerra ovviamente non deriva dal latino bellum ma dalla parola longobarda werra.

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Commenti

  1. Io sapevo che bellus-a fosse un diminutivo/vezzeggiativo di bonus-a. Come a dire "buonino".

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